Dermatite Atopica

Clinica ed Eziopatogenesi della Dermatite Atopica

 

La Dermatite Atopica (DA) è una malattia carat-terizzata da un deficit della funzione di barrieraepidermica e da una risposta immunitaria ipe-rattiva.

 

Clinicamente si manifesta con:

  • lesioni eczematose

  • xerosi cutanea (secchezza e disidratazione)

  • prurito ad andamento cronico recidivante.

    Mentre in fase acuta prevalgono lesioni infiammato-rie ed essudanti nelle fasi croniche si assiste a liche-nificazione (ispessimento cutaneo con perdita dellacomponente elastica).

 

La Dermatite Atopica può progredire in quella cheviene definita “marcia allergica” ovvero il coinvolgi- mento progressivo di diversi organi bersaglio con iltrascorrere degli anni a partire dall’infanzia.

Infatti, la storia naturale della malattia atopica ha solitamente un percorso definito che prevede spes- so un esordio precoce (anche nei primi mesi di vita) con un interessamento cutaneo, che si esprime nella dermatite atopica, per poi raggiungere l’apparato re-spiratorio con manifestazioni rinitiche e asmatiche.

Scarica la Dieta a Basso Contenuto di Istamina per la gestione della Dermatite Atopica

La DA è una malattia eterogenea e molto complessacon 2 diversi fenotipi, che differiscono tra loro per varie caratteristiche cliniche ed immunologiche:

■ Estrinseca o allergica, caratterizzata da elevati livelli di IgE sieriche totali e presenza di IgE speci-fiche per allergeni ambientali ed alimentari (tipoclassico con elevata prevalenza)

■ Intrinseca o non allergica, caratterizzata da valorinormali di IgE totali e da assenza di IgE specifiche.

La forma intrinseca ha inizio più tardivo, prevale nel sesso femminile, è comune nei bambini di età pre-scolare e nell’adulto. Pur rappresentando il fenoti-po meno frequente colpisce un numero rilevante disoggetti.

Il trattamento della forma intrinseca è drasticamen- te diverso da quella estrinseca e ha molte analogie con il protocollo delle patologie autoimmuni come la psoriasi. Grande attenzione dovrà essere posta suipossibili fattori scatenanti implicati, sia alimentariche ambientali.

L’ISTAMINA AL CENTRO DELLA PATOGENESI: DALLA MODULAZIONE INFIAMMATORIA AL DEFICIT DI BARRIERA
Il Prurito

Un prurito importante può impedire il sonno del bambino e può provocare lesioni da grattamentocon rischio di sovrainfezione, innescando un circolo vizioso.

Il prurito porta al grattamento, al dan- neggiamento della barriera cutanea, alla penetrazione di agenti irritanti e allergenici e a tutte le conseguenze chedefiniscono il cosidetto “circolo vizioso della pelle atopica”

Dieta e Basso Contenuto di Istamina

Categoria 1 – Alimenti ricchi di istamina

  • Bevande alcoliche fermentate, soprattutto il vino, champagne e birra

  • Alimenti fermentati: crauti, aceto, salsa di soia, kefir, yogurt, Kombucha, ecc

  • Aceto e sottaceti

  • Salumi, in special modo pancetta, salame

  • Alimenti inaciditi: panna acida, latte acido, latticello, pane inacidito, alimenti più diffusi all’estero

  • Frutta essiccata: albicocche, prugne, datteri, fichi, uva passa

  • La maggior parte degli agrumi

  • Formaggi stagionati tra cui il formaggio di capra

  • Frutta a guscio: noci, anacardi, arachidi e mandorle

  • Verdure: solanacee, spinaci e pomodori

  • Pesce affumicato e alcune specie di pesci: sgombri, lampughe, tonno, acciughe, sardine

 

Categoria 2 – Alimenti che provocano rilascio di istamina

  • Alcol

  • Banane

  • Cioccolata

  • Il latte vaccino

  • Noccioline

  • Papaia

  • Ananas

  • Molluschi

  • Kiwi

  • Fragole

  • Pomodori

  • Germe di grano (glutine)

  • Molti conservanti artificiali e coloranti

 

Categoria 3 – Alimenti che bloccano il DAO

  • Alcol

  • Bevande energetiche

  • Tè nero

  • Tè Mate

  • Tè verde

Alimenti a basso contenuto di istamina:

  • Carne cucinata, il pollame (surgelati o freschi)

  • Pesci freschi

  • Uova cotte

  • Riso

  • Frutta fresca: mango, pera, anguria, mela, melone

  • Ortaggi freschi (fatta esclusione di quelli precedentemente elencati)

  • Sostituti del latte: latte di cocco, latte di riso, latte di canapa, latte di mandorla

  • Oli da cucina: olio di oliva, olio di cocco

  • Tisane

L’istamina è la principale molecola coinvolta nelle reazioni allergiche e infiammatorie. È prodotta prevalentemente dai macrofagi e basofili. Tuttavia altre cellule, comprese le cellule T e addirittura i cheratinociti, hanno la capacità di produrre istamina in seguito a induzione. Gli stimoli e i mediatori coinvolti nella liberazione di istamina sono molteplici. Allergeni di vario tipo,agenti infettivi e immunogeni scatenano attraversola produzione di IgE o di Interleuchine (IL4 e IL10) la liberazione della molecola in questione.

 

La DA è caratterizzata da alterazioni della barriera cutanea. Se tale violazione è la conseguenza di mutazioni genetiche (mutazioni del gene della filaggrina)o qualcosa che si sviluppa in risposta ai cambiamenti del micro o macro-ambiente o di entrambi non è ancora chiaro. È comunque certo che specifiche cito-chine infiammatorie, come IL-4, IL-13, IL-25, IL-22, IL-17, nella pelle atopica possono inibire l’espressione di proteine epidermiche di barriera come filaggrina,loricrina e involucrina. Secondo recenti studi, l’ista- mina può essere aggiunta a questo elenco di agenti modulatori della barriera cutanea. L’istamina può influenzare l’integrità della barriera cutanea, promuovendo la proliferazione e inibendo la differenziazione dei cheratinociti, interrompendol’integrità delle giunzioni intercellulari (Tj), o indiret- tamente modulando la risposta immunitaria paren- chimale. Questi dati assieme alla consapevolezza che il blocco farmacologico dei recettori H1R o H4R può favorire il ripristino dell’integrità della barriera cutanea, hanno portato ad un rinnovato interesse per il ruolo dell’istamina nell’infiammazione allergica. È importante sottolineare che l’istamina può essereanche prodotta nell’intestino da alcuni batteri fermentativi, compresi i lattobacilli.  Per questo motivo è importante porre attenzione all’equilibrio del microbiota intestinale e alla presen- za ed eventuale sovracrescita di particolari gruppidi batteri. Anche i batteri che vivono sulla superficiedella pelle giocano un ruolo importante. Le recenti conoscenze sul potenziale ruolo svolto dal microbio-ma cutaneo nella DA suggeriscono un affascinante meccanismo mediante il quale i batteri cutanei possono influenzare l’omeostasi della pelle condizionando esordio e sviluppo della DA. I fattori che intervengono e influenzano le quantità diistamina presente nel nostro organismo sono molte-plici e oltre all’istamina endogena nel bilancio finaledeve essere presa in considerazione l’istamina eso- gena che viene introdotta quotidianamente attraverso gli alimenti. Non bisogna infine dimenticare che carenze di micro e macronutrienti si riflettono gran- demente sulla capacità del nostro organismo di mo- dulare correttamente il metabolismo dell’istamina.

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